Antitrust: multa 235 mln a imprese accusate cartello nella gara Consip Fm4

Scure dell’Antitrust sulle imprese accusate di aver partecipato ad un cartello per la maxi-gara Consip da 2,7 miliardi di euro battezzato Fm4, Facility management 4, per la gestione di servizi, pulizia e manutenzione degli uffici pubblici in tutta Italia.

Una sanzione da 235 milioni di euro quella comminata dall’authority alle società nel mirino, da Cns, Consorzio nazionale servizi società cooperativa a Consorzio stabile energie locali a Engie Servizi (già Cofely Italia) in solido con la controllante Engie energy services international, Exitone in solido con la società Gestione Integrata e con le controllanti Sti e Finanziaria Bigotti, Kuadra (in liquidazione) in solido con la controllante Esperia, Manital società consortile per i servizi integrati per azioni consorzio stabile in solido con la controllante Manitalidea, Rekeep spa (già Manutencoop Facility Management), Romeo Gestioni in solido con la controllante Romeo Partecipazioni.
Non è invece stato accertato alcun illecito nei confronti delle società Dussmann Service e della controllante Dussmann Service Holding Gmbh, e Siram e della controllante Veolia energie international. Nel dettaglio l’autorità per la Concorrenza ritiene che la concertazione tra queste società abbia riguardato la ripartizione dei lotti di gara tra cinque compagini. In particolare, Cns (in Ati con Exitone e Kuadra), Manutencoop Facility Management, Manital e Romeo, attraverso una partecipazione alla gara secondo una modalità “a scacchiera”, si sarebbero aggiudicate i lotti di rispettivo interesse, nella migliore combinazione possibile tra lotti ordinari e lotti accessori consentita dalla disciplina di gara; l’Ati Cofely-Csel, anche grazie ai legami con il gruppo Sti, è stata designata nell’ambito del cartello quale assegnataria di parte dell’appalto complessivo.
Un illecito che “si è realizzato anche attraverso un utilizzo distorto del raggruppamento temporaneo d’imprese, degli affidamenti in subappalto e dello strumento consortile”, spiega l’Antitrust, neutralizzando il confronto competitivo tra le parti nei vari lotti geografici posti a gara e compromettendo irrimediabilmente il fisiologico gioco concorrenziale che si sarebbe dovuto instaurare, in danno delle pubbliche amministrazioni committenti.
Intanto da parte sua la società Reekep annuncia a stretto giro di posta il ricorso al Tar contro quello che giudica un provvedimento basato su motivazioni “destituite di ogni fondamento, escludendo l’esistenza di un “presunto accordo collusivo”.

(Fonte AdnKronos)