Prenota su Amazon la tua salute

Amazon, oltre ad offrirci il mercato più fornito e competitivo praticamente in ogni settore merceologico, è ora pronto per gestire anche il settore della medicina, o meglio dell’assistenza sanitaria. Questo suo interesse per il mondo della sanità, non è certo passato inosservato e sta già sollevando molteplici perplessità.

Sì, perché se parliamo di farmaci o di dispositivi medici che in remoto riescono a monitorare e curare in un paziente il diabete, l’ipertensione o i disturbi cardiaci, questo la grande piattaforma merceologica è già pronta ad offrirceli, ora però quello che Amazon ha messo come suo obiettivo di conquista sono quegli affari intorno alla spesa sanitaria che occupa, e preoccupa, il Pil di nazioni e Stati. Amazon ha in mente un programma apparentemente di sicuro interesse: tagliare la spesa medica e render più efficienti i sistemi.

Perseguendo questo obiettivo potremmo, a breve, chiedere ad Alexa, l’assistente digitale di Amazon, non solo di suggerirci ricette, musiche, di conoscere le condizioni meteo della nostra città o di leggerci le pagine di un libro, ma anche di aiutarci nel condurre una dieta adeguata oppure, meglio ancora, di prenderci in cura come una sorta di medico virtuale, fino a prescriverci i farmaci dedicati alle nostre patologie descritte nelle nostre cartelle mediche. Il medico virtuale potrebbe inoltre valutare il nostro reale bisogno dell’intervento di un medico umano e gestirne gli appuntamenti. In presenza di malattie croniche o di dimissioni protette i pazienti potrebbero essere seguiti in remoto. Tutto ciò con un servizio sicuramente più efficiente e con risparmi significativi.

Se da una parte si può facilmente provare entusiasmo per un’erogazione medica così pratica, conveniente e sicura d’altro canto nasce la riflessione sulla pericolosità dell’uso dei nostri dati personali. Alexa, o meglio Amazon, per organizzare un servizio sanitario parallelo ha bisogno di accedere ai nostri dati e alle nostre cartelle cliniche.

In parole più semplici se per la piattaforma Amazon il mercato della sanità globale ha valore di multitrilioni di dollari, nonostante inefficienze e ritardi, noi potremmo vedere a breve il nostro bisogno sanitario soggettivo venduto, insieme a tutti i nostri dati personali, in nome di un’assistenza più efficiente ed economica gestita da Alexa.

Inutile pensare che tutto ciò sia avveniristico perché l’anno scorso è già stato presentato l’Amazon Comprehend medical, un servizio basato sui Cloud per l’apprendimento automatico dei dati medici, mentre ad aprile 2018 è stato avviato il PillPack, con la distribuzione di farmaci in consegna gratuita per gli abbonati Prime, confezionati per dosi e per tempo.

Certo, c’è chi non nasconde le sue perplessità su questi nuovi passi fatti da Amazon e sono pronti a denunciare che tra le pieghe di queste innovazione si scorgono evidenti gli elementi di una privatizzazione.