Rapporto Confindustria: la salute vale oltre un decimo del Pil

Lo scorso 31 gennaio, a Roma, è stato presentato presso la sede di Confindustria il nuovo “Rapporto sulla filiera della salute in Italia”.

White economy, driver dell’economia italiana

Secondo lo studio, realizzato da Confindustria insieme alle Associazioni confederali di categoria che rappresentano la filiera stessa (Aiop, Assobiomedica, Farmindustria, Federchimica e Federterme), la cosiddetta “white economy” è ormai un potente driver dell’economia italiana: contribuisceal Pil nazionale per il 10,7%, dando lavoro ad oltre 2,4 milioni di persone (.circa il 10% dell’occupazione complessiva).

Decisiva l’industria privata

Il perno decisivo della “white economy” è costituito dall’industria privata della salute: un settore i cui principali indicatori di performance– nonostante la crisi – registrano miglioramenti significativi sia in termini percentuali, rispetto al totale nazionale, sia in termini assoluti. La filiera della salute “privata” (manifattura, commercio e servizi sanitari privati) rappresenta da sola,rispetto all’economia del Paese, il 4,9% del fatturato (144 mld di euro), il 6,9% del valore aggiunto (49 mld di euro), il 5,8% dell’occupazione (circa 910.000 persone) e il 7,1% delle esportazioni (oltre 28 mld di euro), con valori tutti in crescita rispetto al 2008.

Un comparto anticiclico

Un gigante economico, ma anche un comparto industriale anticiclico: di fronte ad un valore aggiunto complessivo dell’economia italiana rimasto pressoché invariato tra il 2008 e il 2015, il Rapporto rileva che quello della filiera della salute è cresciuto del 14,3%. Ancora migliore è il dato sull’occupazione (in gran parte altamente qualificata),in aumento del+3,35% tra il 2008 e il 2015, contro un dato nazionale negativo (-9,2%).

Italia molto competitiva

Una filiera nella quale è più forte il posizionamento competitivo dell’Italia. Molto significativi sono infatti anche i dati sulla spesa in ricerca e innovazione (circa 2,8 miliardi di euro in valore assoluto nel 2016, il 13% del totale degli investimenti in ricerca e innovazione in Italia, con un’incidenza sul valore aggiunto generato dalle imprese superiore al 15%).Un modello vincente e innovativo, tipico di quell’approccio multidisciplinare basato sulla condivisione della conoscenza che caratterizza i sistemi economici più avanzati. La crescente partecipazione delle imprese della filiera ai bandi europei per la ricerca ne costituisce una delle più recenti testimonianze.

Virtuosa integrazione pubblico-privato

Grazie a questi numeri, la filiera della salute contribuisce in modo determinante all’efficacia delle cure per i cittadini, e con essa, al miglioramento costante della qualità e della lunghezza della loro vita, portando il nostro Paese ai primi posti nelle classifiche internazionali. La “white economy” è, insomma, una delle principali aree di sviluppo dell’economia in cui il nostro Paese – alla luce delle classifiche internazionali – ha un considerevole vantaggio competitivo. Ciò anche grazie al modello di sanità pubblica adottato, all’integrazione virtuosa fra componente pubblica e privata e all’eccellenza nelle competenze espressa dalla componente medica e professionale

Link Rapporto

http://www.confindustria.it/wps/wcm/connect/www.confindustria.it5266/1bf0f87e-b4a3-4b2d-b506-d322e4117457/Rapporto+Filiera+della+Salute+2018.pdf?MOD=AJPERES&CONVERT_TO=url&CACHEID=1bf0f87e-b4a3-4b2d-b506-d322e4117457