Manovra, le Regioni segnalano criticità

Fra le criticità dell’imminente manovra, alcune colpiscono direttamente la sanità. A lanciare l’allarme sono le Regioni, proprio in giorni molto intensi in cui si attende il loro parere sul Ddl Bilancio. Per tutti parla, dalle colonne di Sanità 24, il coordinatore degli assessori alle Finanze, il lombardo Massimo Garavaglia, che parte sottolineando il taglio del 32-33% alle Politiche sociali e della non autosufficienza.

Altri 300 milioni di indebitamento

Nel contributo complessivo da 2,6 miliardi alla Finanza pubblica richiesto dal Ddl Bilancio alle Regioni, oltre alla quota di 2,2 miliardi di avanzo di pareggio e ai 94 milioni di edilizia sanitaria, si prevedono altri 300 milioni di indebitamento netto. In termini di trasferimenti alle Regioni, gli unici possibili, oltre al trasporto pubblico locale, che già soffre e non poco, sono quelli per welfare e politiche sociali. Un pacchetto da 900 milioni, a fronte del quale chiedere alle Regioni 300 milioni corrisponderebbe a un taglio del 32-33% della parte non strettamente sanitaria.

Anche l’aspetto sanitario da rivedere

Non va molto meglio per l’aspetto sanitario. “Il Fsn 2018 rischia di arrivare a 112,1 miliardi, perdendo 500 milioni, invece di incassare 800 milioni di aumento. Anche qui a fronte di un Fondo 2017 da 112,6 miliardi, il 2018 partirebbe da una base di 113,4 miliardi, e non di 114 come previsto, dovuta al contributo per 604 milioni delle Regioni a statuto ordinario.

1,3 miliardi da sottrarre

A questa cifra vanno sottratti almeno 1,3 miliardi, cioè il 2,9% del monte salari complessivo da 40 miliardi necessari per chiudere i contratti della dirigenza sanitaria, del comparto e della convenzionata. Risorse che oggi non sono previste nel Ddl di Bilancio, e che comunque sono calcolate al minimo.

 

Link per seguire l’iter in Senato del ddl Bilancio
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/testi/48415_testi.htm