Digitalizzazione in sanità, l’Italia arranca ancora

L’Italia è agli ultimi posti per livello di digitalizzazione del sistema sanitario in ambito europeo. Infatti, solo il 46% degli italiani utilizza internet per la ricerca di informazioni mediche, rispetto ad una media europea pari al 59%. A dirlo è la ricerca “The impact of Big Data & AI on EU healthcare systems” pubblicata di recente dall’Istituto per la Competitività e presentata al Parlamento europeo.

Un “indice di maturità”

Lo studio, curato da I-Com, pone l’attenzione sulla rivoluzione digitale della medicina, elaborando un indice volto a misurare il livello di maturità degli Stati membri per impiego delle nuove tecnologie. E l’Italia non ne esce certo molto bene, visto che si ferma al ventesimo posto con un indice di 60, fatto 100 quello della Danimarca prima della classe. Un dato su tutti: in Italia solo il 10% dei pazienti prende appuntamento dal medico con strumenti tecnologici, contro il 35% dei danesi. A meno del 10% si attestano le prescrizioni elettroniche, ed è una magra consolazione pensare che i big d’Europa, come Germania e Francia, non se la passino così meglio di noi.

Il Manifesto della sanità intelligente

Ma c’è anche la pars construens. Infatti, alla luce del progresso sempre più veloce della tecnologia e delle sue applicazioni nel quotidiano, la digitalizzazione della sanità rappresenta una sfida di primaria importanza per tutti i Paesi, sfida che l’Italia deve essere in grado di cogliere. Questa è la motivazione alla base della stesura di un Manifesto per una Sanità “intelligente” (vedi link sotto), che I-Com propone come terza tappa di un percorso di studio, approfondimento e confronto che ha visto il coinvolgimento di esponenti del mondo accademico, rappresentanti di associazioni, aziende, società scientifiche e altri stakeholder rilevanti del mondo sanitario e digitale sul tema dell’intelligenza artificiale in sanità.

Gli obiettivi

Il Manifesto si prefigge un obiettivo: accompagnare il Paese nella sfida della sanità digitale, e far sì che l’Italia possa cogliere tutti i numerosi benefici che derivano dall’impiego di soluzioni di AI. A tal fine, il Manifesto vuole fornire spunti e raccomandazioni da parte di tutte le numerose parti coinvolte nel processo (istituzioni, imprese, esperti e società civile) in una prospettiva bottom-up, che offra un contributo autorevole alla definizione di un ecosistema della sanità nazionale aperto all’innovazione. Il Manifesto non solo raccoglierà i pensieri e le riflessioni di chi ha partecipato al Tavolo di lavoro, appositamente costituito e riunitosi nei mesi di luglio e settembre, ma rappresenterà una base di lavoro aperta ad ulteriori contributi che dovessero arrivare nei prossimi mesi, in un’ottica di continuità.

Fondamentale riflettere sull’intelligenza artificiale in sanità

Oggigiorno, la riflessione sull’intelligenza artificiale e sulle sue implicazioni in sanità appare fondamentale affinché se ne colgano tutti gli aspetti, sia dunque l’enorme potenzialità di rivoluzionare tanto l’organizzazione quanto l’accesso ai servizi sanitari sia le sfide che occorre affrontare e vincere per cogliere le opportunità e minimizzare i possibili rischi. Gli 8 punti che compongono il Manifesto sono, dunque, la sintesi di un confronto che ha cercato di comprendere e mettere a fuoco le principali questioni economiche, etiche, culturali e giuridiche legate all’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale in sanità.

report I-Com digital health

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