Gare pubbliche in sanità: non vince più solo il prezzo più basso

Al convegno Value Based Procurement 2026, Adriano Leli (FARE) evidenzia l’evoluzione delle gare pubbliche in sanità verso un modello basato sul valore e sugli esiti di salute

Nel panorama del procurement sanitario italiano, il criterio del massimo ribasso non rappresenta più l’unico parametro di aggiudicazione. È quanto emerso dall’intervento di Adriano Leli, Presidente di FARE – Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi e Provveditori della Sanità, durante uno speciale episodio di Skeptical Health registrato in occasione del convegno “Value Based Procurement 2026” organizzato da HEALTH ECOLE – Scuola di Sanità lo scorso 30 marzo.

Nel suo intervento, Leli ha sottolineato come il sistema delle gare pubbliche stia progressivamente evolvendo verso modelli più complessi e strutturati, in cui il prezzo resta un elemento importante ma non più esclusivo. Al centro del processo di acquisto entrano infatti criteri legati alla qualità, all’innovazione e soprattutto agli esiti di salute generati per i pazienti.

Il paradigma del Value Based Procurement si fonda proprio su questo approccio: valutare le forniture sanitarie non solo in termini economici, ma anche rispetto al valore complessivo che sono in grado di produrre per il sistema sanitario. Un cambiamento che richiede nuove competenze, maggiore integrazione tra attori istituzionali e un dialogo sempre più stretto con il mercato.

In un contesto caratterizzato da risorse limitate e crescente complessità assistenziale, la sfida per le stazioni appaltanti è quindi quella di costruire gare capaci di coniugare sostenibilità economica e qualità delle prestazioni, superando definitivamente la logica del “minor prezzo” come unico criterio guida.

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