Bozza del testo di Regolamento del Codice dei Contratti pubblici

Il prossimo 16 dicembre dovrebbe essere approvato, come previsto dal decreto Sblocca Cantieri, il Regolamento attuativo del Codice degli Appalti che spazzerà via il sistema di “soft law” composto dalle linee guida dell’Anac e dai decreti ministeriali attuativi del Codice.
Ad oggi sta circolando una prima bozza del Regolamento che, ammesso che rimanga così come la si legge ora, dovrà poi ricevere il via libera da parte dei Ministeri e delle Commissioni parlamentari competenti, del Consiglio di Stato e della Conferenza Stato-Regioni. Un iter che negli ultimi 3 anni ha visto arenarsi molti provvedimenti.
Il regolamento messo a punto dal Mit, dà attuazione al Codice Appalti così come modificato dal decreto Sblocca Cantieri.
Le modifiche dello Sblocca Cantieri, rimarranno in vigore fino al 31 dicembre 2020. Tra queste ricordiamo:

  • l’art. 37, comma 4, con un ritorno delle stazioni appaltanti “diffuse”;
  • l’art. 59, comma 1, quarto periodo, con la quale viene sospeso il divieto dell’appalto integrato;
  • l’art. 77, comma 3, con l’effetto di sospendere l’obbligo di ricorrere all’albo unico dei commissari di gara gestito dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (la cui entrata in vigore era stata più volte sospesa dall’ANAC).

A queste si aggiungono altre sospensioni di natura procedurale (sempre fino al 31 dicembre 2020), che prevedono il blocco dell’applicazione:

  • del comma 6 dell’articolo 105 del Codice dei contratti pubblici, per cui non sarà più obbligatoria l’indicazione della terna di subappaltatori in sede di offerta;
  • del terzo periodo del comma 2 dell’articolo 174 del Codice dei contratti pubblici, in modo che non sarà più obbligatorio che gli operatori economici indichino in sede di offerta le parti del contratto di concessione che intendono subappaltare a terzi;
  • delle verifiche in sede di gara previste, per il subappaltatore, dall’art. 80 del codice dei contratti pubblici.

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