Il MIT chiarisce: quando spetta l’anticipo alle imprese appaltatrici?

Il MIT ha pubblicato una circolare che chiarisce alcuni aspetti della misura prevista dal dl Rilancio che innalza al 30% l’anticipo erogabile alle imprese appaltatrici. L’intervento fa parte di un pacchetto più ampio di misure a sostegno delle imprese che ruotano attorno al mondo degli appalti, incluso il pagamento dei 12 miliardi di debiti pregressi della PA, di cui 4 miliardi sono destinati agli appalti sanitari. La circolare fornisce specifici chiarimenti sull’interpretazione della norma, per risolvere alcune criticità insorte in sede applicativa e oggetto di segnalazioni pervenute al Mit.

Ok al 30% di anticipo sui contratti

Il decreto ha innalzato al 30% l’anticipazione del prezzo, sia per le gare già pubblicate sia per quelle che verranno bandite entro il 30 giugno 2021. Inoltre, per venire incontro alle necessità delle aziende, il testo ha previsto che l’aumento possa essere riconosciuto non solo per le gare non ancora scadute, ma anche nel caso in cui l’impresa abbia già usufruito di un anticipo. In quest’ultimo caso si prevede infatti la possibilità di procedere con un’integrazione della percentuale mancante. Tutto ciò però può avvenire solo “nei limiti e compatibilmente con le risorse annuali stanziate per ogni singolo intervento a disposizione della stazione appaltante”.

Il MIT chiarisce inoltre: che l’applicazione della misura riguarda “tutti i contratti in corso di esecuzione, anche stipulati all’esito di procedura selettiva svolta sulla base di normativa anteriore o comunque diversa da quella del codice, indipendentemente dal fatto che gli appaltatori abbiano o meno già percepito una anticipazione”.

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