Il parlamento UE prende posizione sulla questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari

Il Parlamento UE, nella seduta del 12 febbraio 2026, ha adottato una risoluzione che chiede alle Istituzioni UE di affrontare la questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari ai fini di tutelare i diritti dei lavoratori.  La risoluzione nasce dal bisogno di affrontare in modo sistemico, i rischi derivanti dall’uso crescente di catene di subappalto lunghe e complesse e dal ruolo, talvolta opaco, degli intermediari del lavoro nel mercato unico europeo.

L’atto parlamentare muove da una serie di constatazioni fattuali e giuridiche:

  • la diffusione di fenomeni quali lavoro sommerso, dumping sociale, sfruttamento lavorativo e infiltrazioni criminali nelle strutture imprenditoriali
  • l’aumento del distacco transfrontaliero di lavoratori, in particolare provenienti da paesi terzi
  • la vulnerabilità di determinati settori ad alta intensità di manodopera
  • la frammentazione normativa tra Stati membri che rende disomogenea l’applicazione delle regole e facilita comportamenti elusivi.

Il Parlamento evidenzia inoltre che catene di subappalto (contrattuali) multilivello possono oscurare le responsabilità giuridiche, indebolire i diritti dei lavoratori, compromettere la sicurezza sul lavoro e falsare la concorrenza tra imprese, con effetti negativi non solo sociali ma anche economici e sistemici. Allo stesso tempo riconosce che il subappalto, se correttamente regolato, rappresenta uno strumento legittimo e utile per l’efficienza produttiva e per la partecipazione delle PMI al mercato, il che impone un approccio equilibrato tra tutela sociale e competitività. Da tali premesse deriva la richiesta di un intervento coordinato a livello UE, fondato su maggiore trasparenza, cooperazione amministrativa, armonizzazione interpretativa e rafforzamento dell’enforcement.

Risoluzione-Parlamento-UE-12-febbraio-2026-P10_TA20260050

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