Maggiore flessibilità per le imprese in crisi per la pandemia

Una maggiore flessibilità per agevolare la partecipazione delle imprese, oggi in difficoltà a causa della pandemia, alle gare per la fornitura di servizi la chiede l’Anac con il comunicato dello scorso 13 aprile.

Raccomanda inoltre l’Autorità nazionale anticorruzione di effettuare una valutazione più tollerante dei requisiti di capacità economica finanziaria e di capacità tecnica a causa della crisi che ormai affligge diversi settori produttivi per effetto del Covid-19.

Si legge infatti nel comunicato come non sia possibile non considerare come di fatto si siano “congelate” gran parte delle attività imprenditoriali proprio a causa delle misure restrittive adottate per contrastare il contagio.

A questo proposito viene chiesto: “Qualora le stazioni appaltanti ritengano, comunque, necessario richiedere la dimostrazione di un fatturato minimo annuo, sarebbe opportuno che il valore del fatturato richiesto fosse inferiore a quello massimo consentito dalla norma, ossia al doppio dell’importo a base d’asta”.

Riguardo poi alla capacità tecnica delle imprese l’Anac chiede: “Atteso che la mancata erogazione dei servizi può avere impatto anche sulla dimostrazione dei principali servizi effettuati negli ultimi tre anni, si ricorda che l’Allegato XVII, parte II, del Codice dei contratti pubblici specifica che per assicurare un livello adeguato di concorrenza, le amministrazioni aggiudicatrici possono precisare che sarà preso in considerazione la prova relativa a forniture o a servizi forniti o effettuati più di tre anni prima ”.

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