Nuove visioni per immaginare un futuro diverso

Se c’è una cosa che questa pandemia ci ha insegnato è che c’è urgente necessità di “nuove visioni”.

Non fa eccezione il settore degli approvvigionamenti pubblici. Per questo FARE si prepara ad un appuntamento tra i più importanti della sua storia, il XXI Congresso Nazionale -che segna anche il suo sessantesimo compleanno-, con uno sguardo particolare ai nuovi scenari: “Una nuova visione per il Procurement pubblico della sanità” è il tema-chiave di questo appuntamento in calendario a Milano il 28 e 29 ottobre, con una “coda” il 30 per l’Assemblea con l’elezione del nuovo Presidente.
La scelta di Milano non è casuale, anzi è densa di significati: storici, perché proprio a Milano, nel 1960, è stata fondata l’associazione e mai, sino ad oggi, il capoluogo lombardo aveva ospitato un suo congresso nazionale.
Ma anche attuali, perché la Lombardia, locomotiva dell’economia italiana, è stata la Regione più colpita dall’emergenza della pandemia, ed è quella da cui, con ogni probabilità, ripartirà il cammino di ricostruzione. La cornice sarà quella del moderno Starhotels Business Palace, scelto per permettere l’affluenza di tutti i partecipanti nel rispetto delle distanze di sicurezza previste da norme e protocolli.
Proprio questo è un secondo punto su cui vorrei soffermarmi: dopo il successo dell’appuntamento fiorentino del 2019, in epoca pre-Covid, abbiamo scelto di ripartire in presenza, ovviamente nella massima sicurezza, perché siamo convinti che sia necessario dare un segnale forte e sia indispensabile tornare a guardarci negli occhi, scambiarci opinioni, punti di vista, saperi, esperienze, visioni appunto. Numerosi i soggetti coinvolti: provveditori, economi e buyer ospedalieri, funzionari dei provveditorati, direttori generali ed amministrativi di aziende sanitarie, responsabili di centrali di committenza e soggetti aggregatori, docenti universitari, giuristi, consulenti ministeriali, politici. Quello che andrà in scena sarà un serrato e costruttivo confronto tra buyer della sanità, università, politica, giuristi ed imprese per comprendere se stiamo preparandoci per una rivoluzione radicale del settore o se stiamo vivendo solo l’ennesima breve parentesi che cesserà il 31.12.2021.
Il Congresso si svolge dopo un anno che ha lasciato e lascerà un segno profondissimo in ognuno di noi, nella società e in particolare nella sanità pubblica.
Una sanità pubblica chiamata senza preavviso a rispondere prontamente ad una catastrofe di proporzioni inimmaginabili, dopo avere vissuto decenni di continui tagli lineari e politiche gestionali tese a disarticolare le professionalità e le competenze esistenti nelle singole Aziende, per fare spazio ad un sistema di acquisti centralizzati e massificati. Nonostante queste condizioni, la risposta dei Provveditori, pur tra le enormi difficoltà a tutti note, è stata e continua ad essere efficiente ed efficace.
La pandemia, come e forse più di una guerra, ha rappresentato una cesura netta con il passato e un’occasione per ripensare un futuro migliore per la sanità pubblica ritornando ad avere una progettualità di lungo periodo. Si sente urgente il bisogno di una visione di prospettiva che faccia riflettere la politica sugli errori commessi nel recente passato e che sappia immaginare il futuro possibile per il mondo degli approvvigionamenti, formulando un nuovo paradigma che riporti la sanità pubblica ai livelli di efficacia necessari per affrontare al meglio le sfide future nel segno della professionalità e della competenza.