RIFORMATI I CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER I SERVIZI DI PULIZIA E SANIFICAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha firmato i nuovi Criteri ambientali minimi (CAM) per i servizi  di pulizia e sanificazione per la pubblica amministrazione, che rivedono i criteri degli anni passati e  introducono importanti novità, sia sotto l’aspetto ambientale e salutare, sia sotto l’aspetto  dell’occupazione green per tutta la PA.

“Dopo l’emergenza Covid il mondo dei servizi di pulizia e sanificazione in meno di un anno  sono stati rivoluzionati e c’era l’urgenza di stabilire nuovi criteri – spiega il ministro Costa –.  C’è stata un’esplosione dei servizi nell’ambito ospedaliero e rsa, contrapposta ad una riduzione delle attività nelle mense e negli uffici per via dello smart working. Parliamo di un settore che conta su un valore della produzione di più di 16,5 miliardi, di cui circa 7,2 miliardi solo per il comparto pubblico, con oltre 35mila aziende e più di 470mila dipendenti, di cui il 70% donne. Secondo le stime degli operatori del settori i soli servizi di sanificazione sono cresciuti di almeno il 50% nell’ultimo anno. Con i nuovi CAM da oggi ogni ufficio pubblico, incluse caserme, scuole e soprattutto ospedali, dovranno dotarsi di servizi di pulizia e sanificazione ecosostenibili”. I nuovi criteri, inoltre, valorizzeranno le imprese che offrono migliori condizioni di lavoro agli addetti, ai quali sarà richiesta una maggiore preparazione su efficienza e sostenibilità per diventare veri  lavoratori verdi. “Una strada ulteriore per fare rendere sempre di più tutte le professioni dei veri green  jobs” aggiunge il ministro Costa.

I CAM stabiliti col decreto appena firmato si prefiggono, infatti, come principali obiettivi ambientali quelli della riduzione delle sostanze pericolose e dell’efficienza nell’uso delle risorse, inclusa  l’energia, con un’attenzione verso la formazione green dei lavoratori. Le nuove regole per i servizi di pulizia prescrivono specifiche tecniche e clausole contrattuali che prevedono, per esempio, l’uso esclusivo di prodotti detergenti con marchio ambientale Ecolabel. L’uso dei detergenti e dei disinfettanti, inoltre, sarà razionalizzato obbligatoriamente con sistemi dosatori o grazie ad una formazione specifica dei dipendenti, i quali dovranno essere formati ad un utilizzo più efficiente delle risorse anche in ordine ad altre competenze “green”, per ridurre al minimo l’impatto ambientale delle attività di pulizia o per ottimizzare il ciclo di vita di utensili e attrezzi di lavoro. Le macchine che saranno usate per tutte queste attività dovranno rispondere, secondo i CAM, a criteri di ecodesign e dovranno essere più efficienti nell’uso delle risorse idriche ed energetiche.
Altrettanta attenzione dovrà essere riservata a quei prodotti ausiliari per l’igiene come gli elementi tessili in microfibra piatti, che, sulla base di evidenze scientifiche, siano in grado di ridurre il consumo di acqua e di detergenti del 95%. Nel caso di servizi resi presso edifici ed ambienti ad uso sanitario, per assicurare una migliore qualità generale del servizio, fondamentale anche per ridurre le infezioni correlate all’assistenza, i criteri specifici sono stati individuati in condivisione con il ministero della Salute. Con l’entrata in vigore del decreto tutte le PA dovranno affidarsi ad aziende di pulizie che rispettino questi criteri e prevederli nei relativi bandi pubblici per le gare d’appalto.

“Per aiutare le Pubbliche amministrazione nell’applicazione dei CAM per gli acquisti pubblici verdi, il cosiddetto “green public procurement” – spiega infine Sergio Costa – a partire dal 2020 il ministero ha previsto, tramite Sogesid, un’azione di formazione dedicata ai dipendenti pubblici e l’erogazione di un’assistenza ad hoc per le PA finalizzata alla facilitazione della predisposizione di capitolati e bandi di gara”.

Fonte: Ministero dell’Ambiente

Condividi