Farmacie ospedaliere, Sifo-Cittadinanzattiva

“Oltre il 70% dei cittadini è soddisfatto del servizio”

È questo ciò che emerge dal Focus sulla distribuzione dei farmaci, presentato a Genova il 21 novembre scorso da Cittadinanzattiva nell’ambito del 40° Congresso nazionale Sifo.  Un risultato motivato dal giudizio sul personale preposto, giudicato e professionale e disponibile, e sull’accesso ai farmaci, considerato sufficientemente garantito.

Dal monitoraggio affiorano, inoltre, due aspetti da migliorare per garantire maggiormente i diritti dei pazienti: gli orari di apertura (solo una farmacia su quattro osserva l’orario continuato) e l’informazione e comunicazione al momento della consegna delle terapie (i cittadini dichiarano di riceverla nel 52% dei casi dal medico e solo nel 38% dal farmacista). A incidere su entrambi gli aspetti è con ogni probabilità la carenza di personale, sottolineata dai direttori responsabili del servizio, che interessa per il 43% il servizio di erogazione al pubblico e per il 63% le aree di counseling, informazione e comunicazione.

L’importanza del monitoraggio

“Con questo primo monitoraggio, Cittadinanzattiva contribuisce a dare una fotografia, dal punto di vista dell’organizzazione e del funzionamento, del servizio di farmacia ospedaliera, perché solo partendo dai dati possiamo capire gli elementi di forza e i punti di debolezza e ragionare su standard di qualità”, spiega Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

“Quello che sta a cuore alla nostra organizzazione è che, durante tutto il percorso di cura, sia garantito l’accesso alle terapie farmacologiche in qualità, in sicurezza e in tempi certi e celeri – continua – Dai dati abbiamo rilevato che ci sono fattori che ostacolano e rallentano l’accesso ai farmaci e ai dispositivi; è prioritario, quindi, attivare azioni di miglioramento che puntino a costruire un servizio sempre più attento e più a misura di cittadino. Perché ciò si realizzi, e questo è un obiettivo su cui la nostra organizzazione lavora ed è impegnata da anni, è fondamentale – conclude Gaudioso – che ci sia una integrazione tra tutte le professionalità coinvolte, sia il farmacista ospedaliero sia quello di comunità”.

“Abbiamo partecipato con entusiasmo e convinzione al monitoraggio proposto e realizzato da Cittadinanzattiva”, ha raccontato Simona Serao Creazzola, presidente SIFO, “La nostra professione da anni sostiene la necessità che tutta la sanità diventi trasparente, per entrare in un rapporto nuovo con le forze sociali e con i diretti interessati, cioè i malati. In questo senso, il Monitoraggio ci indica qualcosa di chiaro perché il paziente e la sua famiglia si attendono cose specifiche dal farmacista ospedaliero, riconoscendogli un ruolo di riferimento nell’ambito del percorso di cura.

Come dicono le cifre della ricerca – aggiunge Creazzola – i malati si attendono e chiedono al farmacista ospedaliero una maggiore presenza proattiva rispetto all’informazione sull’uso razionale e appropriato del farmaco, all’attività di promozione dell’aderenza alle terapie, al counseling ed alla riconciliazione terapeutica. Leggendo i dati di sintesi del Monitoraggio ci conforta poi il giudizio positivo che i cittadini hanno espresso nei confronti della nostra professione: questo significa che nel futuro occorre che i farmacisti ospedalieri si facciano sempre più carico del bisogno conoscitivo e relazionale nei confronti dei farmaci, e che continuino a garantire l’uso razionale ed ottimizzato delle risorse per rendere possibile l’accesso alla cura ed all’innovazione sul nostro territorio nazionale. E’ sempre più evidente – dice, infine, la presidente di SIFO – infatti, che proprio su questi bisogni si può creare quella nuova fiducia professionale di cui abbiamo tutti bisogno per un Servizio sanitario rinnovato e a misura di persona”.

Il metodo

Cittadinanzattiva e Sifo hanno lavorato in sinergia, con il sostegno di Teva, per individuare le criticità, lavorare per superarle e investire in un servizio che abbia standard ancora più elevati di efficienza e professionalità e sappia rispondere ai bisogni di cittadini. L’attività è stata realizzata attraverso una fase di osservazione diretta da parte dei volontari del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva e interviste a cittadini e direttori del servizio farmaceutico delle strutture ospedaliere e delle ASL.

Il monitoraggio ha coinvolto 1233 cittadini provenienti da tutte le regioni d’Italia (ad eccezione della Valle d’Aosta) e 69 Direttori responsabili del servizio (163 strutture/punti di erogazione raggiunti). All’indagine hanno partecipato pazienti (due terzi) e familiari (poco meno di uno su tre). Di questi, oltre due terzi ha una età compresa tra i 31 e i 70 anni e, nel 76% dei casi, è affetto da una patologia cronica. Il 42% si reca nella farmacia ospedaliera circa una volta al mese, il 30% una volta ogni 2-3 mesi, il 7% circa una volta ogni 15 gg.