Siringhe, la “doccia fredda” di Assobiomedica: attenzione ai falsi miti del risparmio

Acquisti in sanità: se da un lato si esaltano i risparmi delle procedure di acquisto aggregate (vedi relazione del Mef e del Ministero della Salute presentata a Roma a fine gennaio), dall’altro non mancano le voci critiche e le prese di distanza. Emblematico è il caso della cosiddetta “siringa nazionale”, diventata ormai un’icona degli sprechi in sanità anche se gli ultimi dati ci dicono che il loro mercato vale soltanto una briciola della spesa totale per il SSN. E mentre Consip lancia una convenzione per l’acquisto delle siringhe e degli altri 18 beni e servizi soggetti all’obbligo degli acquisti centralizzati, da Assobiomedica arriva una “doccia fredda” sotto forma di un comunicato diramato il 21 gennaio scorso: “In Italia il mercato delle siringhe vale appena lo 0,02% della spesa sanitaria, ma il loro prezzo sembra essere diventato la soluzione per ottenere tutti i risparmi in Sanità -si legge-. Il tema delle differenze di prezzo è un falso mito, facile da comunicare, ma quando le differenze ci sono riflettono diverse condizioni di fornitura: quantità e durata, servizi accessori e periodi di acquisto, consegne in emergenza e urgenza, tempi di pagamento. Si tratta di tutti elementi che incidono sul prezzo unitario e che vanno tenuti in considerazione per fare dei confronti che siano appropriati. Centralizzare gli acquisti è necessario, ma quando si parla di “siringa nazionale” il rischio è che le gare producano danni per il mercato e per i cittadini: ridurre gli investimenti in prodotti e apparecchiature mediche non significa tagliare gli sprechi, ma limitare ai cittadini l’accesso a cure innovative e rinunciare a valorizzare il nostro Paese e la sua Sanità”. Questo il commento del Presidente di Assobiomedica, Luigi Boggio, alla notizia di una gara unica bandita da Consip per la fornitura di siringhe e aghi e di altri 18 tra beni e servizi. “Assobiomedica non è contraria agli acquisti centralizzati – ha dichiarato il Presidente Boggio -, soprattutto quando consentano di ridurre i costi amministrativi e burocratici delle procedure. Occorre però che questi vengano effettuati tenendo in considerazione che i dispositivi medici non sono beni di largo consumo, ma rappresentano fattori produttivi sofisticati, dalle cui caratteristiche e modalità di impiego nei processi sanitari dipende la qualità delle prestazioni di assistenza sanitaria erogate ai cittadini. La stessa siringa presenta 20 differenti tipologie e altrettante di aghi, che si differenziano a seconda dell’ambito di applicazione e hanno caratteristiche tecniche diverse e in taluni casi anche molto sofisticate: siringhe di sicurezza o siringhe “verdi” a basso impatto ambientale”. “Ci auguriamo che le future gare Consip mettano innanzitutto il paziente al centro dell’analisi dei bisogni di acquisto – ha concluso Boggio – e favoriscano l’accesso dell’innovazione di qualità. Innovazione e qualità che possono essere garantite solo se verrà riconosciuto alle professioni sanitarie un importante ruolo nel processo decisionale di acquisto e solo se non si guarderà principalmente al prezzo nei criteri di aggiudicazione. Speriamo, inoltre, che le gare nazionali non puntino alla massificazione degli acquisti perché è impossibile standardizzare dispositivi ad alto contenuto tecnologico spesso salvavita, che sono stati studiati per plasmarsi sulle specifiche esigenze del paziente”.