Le centrali d’acquisto viste dal “Masan”

L’Osservatorio Management degli Acquisti e dei Contratti in Sanità (Osservatorio MASAN) nasce nel 2017 per iniziativa di Cergas Sda Bocconi con lo scopo di mettere a sistema gli stakeholder pubblici e privati e aiutare a definire modelli innovativi di interazione per la gestione efficace dei processi di acquisto e i contratti pubblici, per riqualificare la spesa pubblica, anche come leva di competitività e sviluppo del paese.

Centrali d’acquisto: i quattro modelli individuati

Primario scopo dell’Osservatorio è generare raccomandazioni di policy radicate in un’attività di ricerca e formazione rigorose, anche orientate al confronto internazionale, volte all’avanzamento delle competenze del settore pubblico e privato. Di grande interesse la recente analisi relativa alla centralizzazione degli acquisti nel Ssn, che ha consentito di identificare 4 distinti modelli di centrali di acquisto: centrale acquisti all’interno dell’Ente Regione (un’unità o una direzione della Regione svolge funzione di centrale e/o stazione unica appaltante), centrale acquisti come ente del Ssr (la centrale acquisti è parte del Ssr, ad esempio come società consortile partecipata dalle Aziende Sanitarie (As), come ente specializzato finanziato dal Ssr, oppure una funzione dell’As regionale), centrale acquisti come soggetto autonomo specializzato (la centrale è una società partecipata o un’agenzia della regione), oppure centrale acquisti come funzione di una società in house regionale.

Gli approfondimenti

Il framework di analisi dell’Osservatorio è stato, quindi, approfondito con interviste semi-strutturate in quattro casi aziendali rappresentativi dell’intero territorio nazionale: Arca, Estar, Soresa, Regione Sicilia.

Dall’analisi dei casi emergono tre modelli di centrali, che evidenziano tre fasi di sviluppo, o tre possibili assetti di connessione tra policy maker (la Regione) ed erogatore dei servizi (le Aziende Sanitarie), del processo di razionalizzazione degli acquisti.

La sola centralizzazione non genera valore aggiunto

Sulla scorta delle analisi svolte, sembra utile incominciare a riflettere sulla bontà di alcuni assunti alla base delle politiche di centralizzazione degli acquisti fin qui perseguite. La centralizzazione degli acquisti da sola, infatti, non genera valore aggiunto in assenza di un adeguato processo di raccolta dei fabbisogni, valutati non soltanto in termini di consumo storico, ma anche di evoluzione futura della domanda, di capacità di adozione dell’innovazione e di outcome.

Uno stimolo a ripensare i modelli

La capacità di coniugare l’esigenza di controllo della spesa e dei consumi e la capacità del sistema di garantire l’appropriatezza delle cure e l’autonomia determinerà il successo o l’insuccesso delle politiche di centralizzazione. L’interazione tra queste dimensioni non deve essere vista come trade-off, ma deve essere lo stimolo a ripensare i processi di acquisto e la relazione pubblico-privato, in cui anche le imprese fornitrici diventano parte delle soluzioni e non soltanto delle voci di costo (fonti: Sanità 24, Osservatorio Masan).

 

Link Osservatorio Masan

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Grafici Masan