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normazione operativa ed individua il contenuto minimo queste la partecipazione alle pubbliche gare. 1. 1 delle convenzioni . Inoltre il DPCM 30 maggio 2001 “Atto di La convezione deve garantire l’esi- Si tratta di accordi di modico valore che indirizzo e coordinamento sui sistemi di affi- stenza delle condizioni necessarie a svolgere con continuità le attività vengono stipulati direttamente con l’orga- damento dei servizi alla persona ai soggetti dedotte; il rispetto dei diritti e della nizzazione o a seguito di una consultazione/inda- del terzo settore” pone in capo alle Regioni dignità degli utenti; deve prevedere: forme di verifica delle prestazioni gine informale esperita dall’ente e che si ed ai Comuni la valorizzazione dell’apporto e di controllo della loro qualità; le modalità del rimborso delle spese; inseriscono in quel quadro di interventi di “del volontariato nel sistema di interventi e la copertura assicurativa dei volon- solidarietà per lo svolgimento di funzioni servizi come espressione organizzata di soli- tari con oneri a carico dell’ente con il quale viene stipulata la conven- connotate dal coordinamento pubblico di darietà sociale, di autoaiuto e reciprocità, zione medesima. soggetti “in un’ottica di maggiore finalizza- nonché con riferimento ai servizi ed alle 2 2. zione alla persone dei servizi di bisogno”. prestazioni, anche di carattere promozio- Ma, di recente, si è posto il problema della nale, complementari a servizi che richiedono Cfr. CILIONE G. Diritto Sanitario, Rimini 2003. partecipazione delle associazioni di volon- una organizzazione complessa ed altre atti- tariato alle procedure ad evidenza pubblica vità compatibili, ai sensi della legge 11 agosto bandite dalle aziende del Servizio Sanitario 1991 n. 266, con la natura e le finalità del Nazionale per l’aggiudicazione di servizi di volontariato”, con implicita esclusione, pertanto utilità sociale. di tutti quei servizi caratterizzati da una Come sopra evidenziato, le associazioni di organizzazione complessa e pertanto dal volontariato si connotano per l’assenza di requisito della professionalità assente nella fini di lucro e le uniche attività commerciali organizzazione di volontariato che persegue, e produttive esercitabili, riportate come fonte come si è visto, altri scopi. di proventi, hanno il carattere della margi- La giurisprudenza amministrativa partendo nalità, sono cioè attività meramente secon- dall’analisi dei caratteri sopra esaminati è darie, sia per valore economico sia per numero risoluta nell’affermare l’incompatibilità del e tipologia, strumentali al conseguimento volontariato con le gare d’appalto, eviden- degli scopi principali dell’organizzazione di ziando fondamentalmente due ragioni osta- carattere solidaristico. tive: la natura professionale dell’organizza- Il d.m. 25 maggio 1995, emanato su delega zione necessaria a gestire il servizio; l’im- della legge quadro, precisa inoltre che le possibilità per le associazioni in parola di attività commerciali e produttive marginali percepire proventi intesi come veri e propri si espletano in assenza di “mezzi organiz- corrispettivi per le prestazioni rese, attesa zati professionalmente per fini di concor- l’ammissibilità di soli rimborsi che, per defi- renzialità sul mercato, quali l’uso di pubbli- nizione, coprono le spese sostenute e non cità dei prodotti, di insegne elettriche, di possono tradursi in un guadagno. locali attrezzati secondo gli usi dei corri- “L’ordinamento riserva alle organizzazioni spondenti esercizi commerciali, di marchi di di volontariato una particolare posizione, distinzione dell’impresa” e non riporta tra favorendone l’apporto ausiliario nei confronti TEME 1.09 7
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